Passano e la storia della famiglia feudale dei marchesi

Località della vallata di Deiva Marina, nella Liguria di levante, in provincia della Spezia, Passano durante il Medioevo fu un importante centro feudale del territorio che, con l’omonima famiglia di marchesi ottenne il riconoscimento di tale investitura dall’imperatore Ottone II di Sassonia nel 984, dominando una vasta area del levante ligure (Deiva Marina, Mezzema, Piazza, Moneglia, Framura, Levanto e alcune zone del Bracco, delle Cinque Terre e dell’isola del Tino).

Con la disgregazione dei poteri ecclesiastici dal X secolo nel Levante Ligure sorgono signorie territoriali dotate di castelli e l’incastellamento diventa il tratto caratterizzante. Ciò non corrispondeva però ad una stabilità politica a causa della rivalità per il controllo delle vie di transito e il conseguente pagamento del pedaggio per le merci. Nel corso del XII e XIII secolo si creano così alleanze e inimicizie che finiscono per travolgere queste “signorie di pedaggio” nell’orbita di potere genovese. In questo contesto, si fanno largo i Da Passano. Durante il XI e XII secolo, la famiglia rafforza la sede di potere a Passano e Piazza.

Il primo Passano sicuramente attestato fu Enrico che verso la fine del Mille compare in due documenti di donazioni del marchese obertengo Alberto Rufo in favore del monastero di San Venerio del Tino. La citazione è testimonianza del prestigio di cui Enrico godeva in quanto vassallo del marchese. Capostipite dei Da Passano dovrebbe essere Oberto che con la moglie fonda la chiesa di Santa Maria di Piazza all’inizio dell’ XI secolo, intitolandola ai santi Maria, Michele, Lorenzo, Giorgio, Colombano e Siro che fanno riferimento a Genova e Bobbio, indicando come forse i Da Passano abbiano ricevuto patrimoni terrieri che favoriranno la formazione della loro signoria.

I matrimoni allargarono i rami della famiglia e con essi i possedimenti: i Da Passano compaiono ai confini della diocesi di Genova con Luni, dalla costa fino in Val di Vara con punti nevralgici a Levanto, Moneglia, Passano, Mattarana, Carrodano, Castelnuovo del Salino. Dai genovesi ricevono il castello di Frascario che controlla la via delle Cento Croci, donazione che segna l’entrata della famiglia nell’orbita di Genova, intenta a stringere alleanze per sottomettere i conti di Lavagna, contro i quali, infatti, i Da Passano si impegnano a combattere.

Ciò non impedisce tuttavia ai Da Passano di confluire nel vasto movimento anti-genovese, capitanato proprio dai Lavagna, sconfitti da Genova nel 1145. A seguito della sconfitta, anche i Da Passano devono sottostare a dure condizioni, impegnandosi militarmente a fianco di Genova, che smette di considerarli domini ma semplicemente “uomini de Paxano”. I Da Passano non si caratterizzarono certo per una politica coerente e nel 1170, attorno al castello di Frascario, si scatena una nuova guerra, terminata con la vittoria dei Lavagna e la presa del castello dei Da Passano. Intervenne Genova, che lo riprende ma senza riconsegnarlo alla famiglia, costretta a pagare l’appannaggio. I Da Passano non sono più feudatari.

Fazioni anti-genovesi continuano ad organizzarsi tra i signori del territorio, tra cui Opizzo Malaspina che prende il comando del movimento e nel 1172 raduna uomini in Lunigiana, i Da Passano e i conti di Lavagna per un conflitto che durò due anni. Alla fine del 1174 la Repubblica di Genova pone l’assedio al castello di Passano, lo conquista dopo otto giorni, per poi dargli fuoco assieme alle case. Si dice che da questo castello partisse un passaggio segreto verso il Bracco e che fu utilizzato dai Da Passano per fuggire durante l’assedio.

Oggi i ruderi su una collina di Passano testimoniano questi fatti storici. Essi però non appartengono al castello orignario, sede della famiglia dei marchesi Da Passano, ma a quello della Repubblica di Genova. Infatti, dopo l’assedio e la distruzione che ne seguì, Genova, per ribadire il suo controllo sul territorio, edificò il suo castello, a pianta quadrata, sulla stessa collina, utilizzando pietra verde locale. Sullo spazio antistante il castello sorgono i ruderi dell’oratorio di San Giovanni Battista di cui si intravede ancora la struttura muraria con elementi di reimpiego.

(tratto da Giovanna Petti Balbi “Atti del Convegno, Villa Marigola 5 settembre 2011)

Chiesa di Santa Maria Assunta di Piazza
Vicino Piazza, in località Piani della Madonna, si trova il santuario di Santa Maria dell’Assunta, come abbiamo visto sopra, fatto edificare da Ita e Oberto Da Passano nel 1002. L’edificazione è confermata dalla lapide conservata all’interno della chiesa, che induce a ipotizzare la presenza di un edificio di culto più antico. L’interno conserva inoltre un singolare documento epigrafico: scritto da Gesù Cristo e mandato dal cielo alla popolazione, è un monito all’osservanza religiosa del riposo domenicale. Non mancano invettive e minacce ai popoli pagani di terribili malattie, fame, cecità e morte subdola se non rispetteranno i dettami. Gli studiosi fanno risalire questa curiosa lapide alla fine del VII secolo o all’inizio dell’VIII. Nelle vicinanze, in località Miniera, sono visibili i resti di una antica miniera per l’estrazione del rame, della quale si hanno notizie a partire dal 1610.

Deiva_Marina-Passano

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